GLI ARCHITETTI DEL PARTENONE CARPENTER PDF

Il Partenone di Callicrate Cimone e Pericle Callicrate Ictino 5 10 49 65 84 Note Glossario Bibliografia Storia dellarte Einaudi gli architetti del partenone A Lucy Shoe Meritt e Benjamin Dean Meritt che mi hanno fatto parte della loro impareggiabile conoscenza nei rispettivi campi Storia dellarte Einaudi Prefazione Da un nuovo libro sul Partenone difficilmente ci si aspetterebbe qualche autentica rivelazione su un monumento che cosi spesso e cos accuratamente stato oggetto di studio da parte di specialisti e di profani. Eppure dimostreremo che molte cose sono state trascurate, e che molte altre ancora sono state interpretate erroneamente in questo simbolo del genio greco, un simbolo ormai accettato come lepitome dellarte architettonica greca. Certo, la fama incomparabile che il monumento ha acquistato attraverso i secoli successivi al Rinascimento, fino allepoca moderna; e il fatto che sia stato assunto come lesempio pi rappresentativo dellideale greco classico di includere un tema architettonico in una forma logica intellettualizzata, ha reso estremamente difficile guardare le rovine, ancora magnifiche, di quelledificio, senza idee preconcette. A meno che non ci si prenda la pena, come in questopera, di studiare dapprima lintricata storia della costruzione, con le sue deludenti implicazioni politiche, e di esaminare senza pregiudizi i particolari del suo ordine dorico falsamente semplice. Se siamo preparati a fare questo, scopriremo che molte nozioni sul Partenone comunemente accettate vanno modificate o addirittura scartate.

Author:Tegis Gardadal
Country:Australia
Language:English (Spanish)
Genre:Photos
Published (Last):15 March 2012
Pages:282
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ISBN:342-8-30153-512-6
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La moderna autostrada che da Patrasso porta ad Atene costeggia il mare per pi di cento miglia, fino a che, dopo Eleusi, se ne discosta per risalire le pendici del monte Egaleo, coperte di pini. Dalla sommit, oltre la chiesetta bizantina di Dafni, si apre improvvisamen- te una veduta sulla pianura dellAttica, con Atene al centro e il monte Imetto che si staglia allorizzonte contro il cielo. Quando scende la notte, un milione di luci elettriche ne fanno uno scenario magico.

Ma alla luce del giorno, quando ci si avvicina alla citt, si resta delusi alla vista della miriade di casette senza nessuna pretesa architettonica che fiancheggiano le strade, stret- te e affollate. Tuttavia, alla delusione provata allappa- rire della citt moderna, si sostituisce ancor prima di entrare nellabitato, una vista: al di sopra dei tetti di tegole rosse, alto sulla nuda roccia, chiaro e brillante sotto i raggi del sole, risplende il Partenone con le sue colonne.

Si pu salire allAcropoli molte volte, esaminare la sua famosa triade di capolavori architettonici del seco- lo v i Propilei, lEretteo e il Partenone senza mai sospettare che la prima vaga impressione, secondo cui il tempio di Atena si trovi proprio sulla sommit della roccia dellAcropoli, non perfettamente esatta. In realt esso si erge alto su gigantesche fondamenta di opere murarie invisibili fig. Storia dellarte Einaudi 10 Rhys Carpenter Gli architetti del Partenone Questa poderosa sottostruttura si estende su unarea lunga circa 82 metri e larga 30,5; in certe parti raggiunge laltezza massima di 9,75 metri sopra lo strato di roccia, ed ora si trova, tranne che nei punti pi elevati, com- pletamente nascosta sottoterra, pressa poco comera durante let antica, dopo che su di essa fu innalzato il Partenone.

Peraltro, in epoca abbastanza recente il lungo fianco meridionale della grande massa di blocchi calcarei squadrati rimasto scoperto a seguito dei son- daggi condotti nel terreno contiguo, ch risultato di una profondit insospettata. Pi di un secolo fa per essere precisi negli anni , nel e ancora nel o e nel , lungo il fianco meridionale del Partenone furono scava- ti dei pozzi e delle trincee esplorative; ma soltanto negli anni uno scavo sistematico dellintera super- ficie dellAcropoli port alla luce in misura soddisfacente il grande basamento murario, rivelando lesistenza di una serie di muri notevolmente affondati nel suolo e disposti su una linea approssimativamente parallela alla piattaforma, e a una distanza variabile da essa.

Si pu dimostrare che questi muri sotterranei, alcuni dei quali di fortificazione, altri semplicemente di sostegno furo- no eretti nellordine indicato con le cifre arabe, vale a dire: 1 miceneo; 2 poligonale; 3 con pietre squadrate; 4 cimoniano; e 5 pericleo. Questa sequenza cronologi- ca non sar per di grande aiuto, se non si fissano alcu- ne date di costruzione. E non sar evidente subito come si giunga a tanto, dato che quei muri, ad eccezione dei diversi stili della costruzione, di per s sono senza et.

Tuttavia qualche notizia sulla loro cronologia si po- trebbe probabilmente ottenere esaminando la massa di materiale vario gettato alle loro spalle per colmare il ri- pido abbassamento del terreno esistente fra lalta piatta- forma del tempio e il muro di fortificazione dellAcro- poli. Acropoli, sezione trasversale Se si potesse fissare la data di fabbricazione delle cera- miche si arriverebbe a una stima almeno approssimati- va dellepoca in cui fu effettuato il riempimento.

Sfortunatamente, nel periodo in cui larea fu scava- ta, sebbene si tenesse unampia documentazione di ci che vi si trovava man mano che lo scavo progrediva, non si apprezzava adeguatamente il valore della ceramica come testimonianza da un lato perch la cronologia della pittura vascolare attica non era ancora stata fissata con esattezza, e dallaltro perch lanalisi della stratificazio- ne, con la sua scrupolosa determinazione dellordine degli strati successivi sia della terra, sia dei detriti e sia dei manufatti non era ancora diventata la massima preoccupazione della scienza degli scavi.

Storia dellarte Einaudi 13 Rhys Carpenter Gli architetti del Partenone Vari anni passarono prima che si facesse un profi- cuo tentativo per valutare le testimonianze cronologiche venute alla luce in questarea. Si trattava di testimo- nianze parzialmente registrate al tempo dello scavo, ma in seguito distrutte, allorch il materiale fu ributtato alla rinfusa nello scavo. Poi, nel 19o2, Wilhelm Drpfeld, che era divenuto famoso in tutto il mondo per essere stato il consigliere tecnico di Schliemann negli scavi dellantica Troia, pubblic un articolo intitolato La data del Partenone pi antico, in cui diede la sua prima ben ponderata interpretazione dellimportanza del materia- le scavato per la storia del Partenone.

I risultati a cui il Drpfeld pervenne non furono tuttavia pienamente con- clusivi. Qualche tempo dopo, uno studioso che esamin le varie migliaia di frammenti di vasi decorati rinvenuti nello scavo, dichiar di ritenere che i luoghi di ritrova- mento di molti frammenti erano stati annotati, al momento della scoperta, con esattezza sufficiente per poter ricostruire in modo attendibile i livelli di stratifi- cazione del sito. Come questo obiettivo fosse raggiun- gibile in pratica, lo si vede allorch due giovani archeo- logi tedeschi, Botho Graef e Ernst Langlotz, nel e nel diedero alle stampe una magistrale pubblica- zione di tutti i frammenti di vasi antichi ricuperati nel suolo dellAcropoli.

Tocc poi a un grande specialista di architettura greca, William Bell Dinsmoor, sfruttare loccasione in un tentativo, eroico e in gran parte coro- nato da successo, di ottenere dati cronologici sufficien- ti per fissare le date entro cui racchiudere la costruzio- ne della piattaforma del tempio e per ciascuno dei cin- que muri nascosti sotto la moderna riterrazzatura del- larea.

Molte delle conclusioni a cui giunse lo studioso americano furono stupefacenti figg. Si sapeva da tempo che la grande piattaforma sottostante il Partenone posava direttamente sulla roc- Storia dellarte Einaudi 14 Rhys Carpenter Gli architetti del Partenone cia originaria. Quindi la terra che per secoli si era accu- mulata e ricopriva la roccia, dovette esser stata elimi- nata con uno scavo dai costruttori.

Siccome poi biso- gnava che i muratori avessero lo spazio utile per siste- mare i corsi di pietre inferiori, era stata aperta una trincea con pareti leggermente degradanti lungo il lato meridionale della piattaforma si tratta dellarea IIa, a forma di V, indicata nel diagramma fig.

Tutto prova che le opere murarie della piattaforma non furono elevate usando impalcature sempre pi alte, ma invece, a mano a mano che la costruzione progrediva, il livello del terreno adiacente veniva alzato anchesso ammuc- chiando il suolo smosso, le schegge ottenute dalla lavo- razione dei blocchi di pietra, e tutto il materiale di scarto disponibile.

Di conseguenza, man mano che lal- Storia dellarte Einaudi 15 Rhys Carpenter Gli architetti del Partenone tezza della piattaforma aumentava, il riempimento get- tato ai lati diveniva un terrapieno sempre pi ripido. Per impedire che questo materiale poco compatto fosse portato via dalla pioggia e si spandesse sul muro del- lAcropoli, fu eretto il muro di sostegno numero 2, con una specie di tecnica poligonale, adoperando cio dei blocchi di forme diverse, ma tagliati in modo da com- baciare luno con laltro.

Come mostra il diagramma fig. Nella copia del disegno originale di Drpfeld eseguita da Dinsmoor, viene fatta una distin- zione fra lo strato IIb, che forma una terrazza a livello verso la met dellaltezza della piattaforma, e uno stra- to IIc, sovrapposto, che degrada fino alla cima del muro 2, espandendosi al di sopra di esso.

Ma una distinzio- ne che per ammissione dello stesso Dinsmoor non Storia dellarte Einaudi 16 Rhys Carpenter Gli architetti del Partenone chiaramente riconoscibile nelle testimonianze. Cos pure non possibile stabilire fino a quale altezza il II strato sia stato ammucchiato contro la piattaforma.

Da quanto mostrato nel diagramma fig. Ora, il professor Dinsmoor afferm che mentre lo strato I non conteneva come cera da aspettarsi materiale posteriore al secolo vi a. Questi dati di importanza fondamentale furono studia- ti dal Dinsmoor; egli giunse alla conclusione che le fon- damenta del Partenone si potevano collocare intorno al a.

Questa conclusione dimportanza vitale per assegnare alcune date storiche allerezione di uno dei pi famosi monumenti del mondo. Essa stabilisce infatti che il progetto di un nuovo grande tempio per la dea protettrice della citt di Atene fu iniziato nel 49o a. Quello infatti fu lanno della vittoriosa bat- taglia di Atene contro gli invasori persiani, battaglia nella quale la citt greca frustr il tentativo dei nemici di costruire una testa di ponte nella baia di Maratona. Con ci il furore del Re dei Re fu ritardato di un inte- ro decennio cfr.

Nota 2. Quanto si deduce dalle osservazioni di Dinsmoor logico e affascinante, perch dimostra che il progetto di un nuovo tempio per Atena, dea protettrice della citt, fu una conseguenza della vittoria di Maratona, e che la sua realizzazione inizi con la costruzione di una piattaforma ambiziosamente ampia e alta, per poter eri- Storia dellarte Einaudi 17 Rhys Carpenter Gli architetti del Partenone gere il nuovo tempio nel punto pi alto della cittadella di Atena.

Cos, quando leggiamo in Demostene XXII, 13 che il Partenone fu costruito con le spoglie di Maratona, dobbiamo intendere che con quei fondi fu iniziata la costruzione del tempio. Presumibilmente, la parte delle vendite degli equipaggiamenti presi al nemi- co sul campo di battaglia spettante ad Atena forn parte della somma di denaro, anche se lappoggio popolare alliniziativa probabilmente vi aggiunse dei contributi addizionali sia di privati sia dellerario pubblico.

A giudicare dallaltezza del materiale di riempimento ammucchiato contro la piattaforma nel II strato, la co- struzione della piattaforma stessa fu completata in questa fase iniziale, e larea adiacente, scoperta, fu rivestita con uno strato di detriti e terra che discendeva ripida fino al muro poligonale di sostegno 2, probabilmente lasciando ancora visibili i quattro corsi di pietre pi alti della piat- taforma infatti questi quattro corsi mostrano superfici pi accuratamente rifinite dei rimanenti.

Ma si ha la prova che era stata iniziata anche la costruzione del tempio vero e proprio, sebbene non progredisse molto prima di essere violentemente interrotta. Tale prova tuttora visibile nella forma caratteristica del muro di fortificazione attor- no allAcropoli.

L infatti, nel settore nord, non lontano dal punto in cui i Persiani irruppero nella cittadella nel 48o a. Un esame pi attento rivela che per la maggior parte sono tamburi della base delle colonne.

Soprattutto perch si deve scartare la possibilit di qual- siasi collocazione altrove, si ritiene che sono stati traspor- tati nella posizione attuale dalla precedente collocazione sulla piattaforma del Partenone. L dovevano trovarsi situati sul pi alto dei gradini che contornavano un tem- pio in via di costruzione. Storia dellarte Einaudi 18 Rhys Carpenter Gli architetti del Partenone Va osservato che il primo stadio, nella costruzione di un tempio greco, consisteva normalmente nella deli- mitazione materiale del progetto entro i termini del cir- cuito esterno dei gradini.

Sul gradino superiore, o stilo- bate, un tamburo di base fissava per ciascuna delle colonne la precisa dislocazione. Questi rocchi erano cilindri di marmo massiccio, grossolanamente sbozzati e non levigati, che non mostravano quale sarebbe stato la- spetto definitivo delle colonne, eccetto dove il rocchio poggiava sullo stilobate. L, per centimetri di altez- za, linizio delle venti scanalature delle colonne appari- va accuratamente intagliato, fornendo una guida per la lavorazione definitiva dellintero fusto.

Questa opera- zione non sarebbe stata eseguita prima che tutto il resto del tempio fosse stato eretto. Il fatto che soprattutto alcuni rocchi di base, insieme a blocchi per gradini in calcare duro o in marmo, che erano stati scartati, si tro- vino incorporati nel muro dellAcropoli, indica che la pianta di un tempio era stata disegnata sulla relativa piattaforma nel modo sopra descritto, ma la costruzio- ne non era progredita oltre uno stadio preliminare.

Per qualche motivo, i lavori erano stati interrotti. Sulla natura di questo motivo non esiste il minimo dubbio. Nellautunno del 48o a. Costoro si barricarono sullAcropoli, dietro fortifi- cazioni di legno, mentre i Persiani invasori, come rac- conta Erodoto, postisi sullaltura proprio di fronte allAcropoli che gli Ate- niesi chiamano Areopago, li assediavano nel modo seguen- te: posta della stoppa intorno alle frecce e appiccato ad essa il fuoco, cominciarono a saettare contro le difese.

Allora malgrado ci gli Ateniesi assediati si difendevano, per quan- Storia dellarte Einaudi 19 Rhys Carpenter Gli architetti del Partenone to fossero giunti allestremo dei mali e la barricata avesse ceduto. N accolsero le proposte dei Pisistratidi che mira- vano ad un accordo, ma difendendosi mettevano in atto da parte loro ogni accorgimento, e fra laltro mentre i barba- ri si accostavano alla porta fecero anche rotolare dei maci- gni, tanto che Serse per parecchio tempo si trov in diffi- colt, non riuscendo ad impadronirsi di loro.

Ma con il trascorrere del tempo apparve ai barbari una qualche via duscita dalle difficolt. Era necessario infat- ti che secondo loracolo tutta lAttica continentale cades- se sotto i Persiani. Perci sul davanti dellAcropoli, alle spalle delle porte e delle vie daccesso, l dove nessuno vigilava n si aspettava che alcun uomo potesse mai salire di l, proprio da questa parte alcuni salirono, dalla parte del santuario di Aglauro figlio di Cecrope, sebbene il luogo fosse scosceso.

Come gli Ateniesi li videro ormai saliti sullAcropoli, alcu- ni si gettarono gi dal muro e morirono, altri si rifugiarono nellinterno del tempio. Quelli dei Persiani che erano sali- ti prima di tutti si volsero verso le porte, e apertele truci- darono i supplici; poi, dopo averli tutti stesi a terra depre- darono il tempio e incendiarono tutta lAcropoli.

Cos Serse divenne il padrone assoluto di Atene1. Da questa premessa risulta che allepoca dellattacco persiano era stata iniziata, sulla piattaforma sottostante lattuale Partenone, la costruzione di un tempio a colon- ne; ma i lavori non avevano ancora superato la fase ini- ziale quando furono interrotti, e vennero abbandonati a seguito dei gravi danni causati dagli invasori.

Storia dellarte Einaudi 20 Rhys Carpenter Gli architetti del Partenone Che la devastazione dellAcropoli ad opera dei Persiani sia stata selvaggia e completa, come riteneva Erodoto, divenne chiaro anche ai moderni quando una campagna di scavi condotta dal Servizio greco delle anti- chit negli anni port alla luce quella ricca sequenza di statue dedicatorie det arcaica che, pur mutilate, oggi deliziano il visitatore del museo dellA- cropoli.

Ma, mentre per i soldati persiani fu un compi- to relativamente facile quello di frantumare le statue e distruggere gli altari sulla cima della collina, non ugual- mente chiaro come possano aver esposto al fuoco una serie di tamburi di colonne in marmo, posti su un basa- mento di pietra e rovinarli con le fiamme. Lipotesi comune che le colonne fossero racchiuse entro impal- cature di legno, che potevano essere incendiate, gene- rando un calore intenso.

Si per obiettato che nel- lAttica antica il materiale ligneo di grosse dimensioni scarseggiava, per cui poteva essere stato impiegato sol- tanto un numero limitato di impalcature; spostate poi da una colonna allaltra man mano che i tamburi venivano sistemati al loro posto.

Sembra da escludere che linte- ro colonnato sia andato a fuoco, come ha suggerito qual- cuno. Inoltre, un conteggio accurato dei tamburi in- corporati nel muro settentrionale dellAcropoli e di quel- li di dimensioni analoghe dissotterrati in altri punti sulla cima della collina, dimostra che ne sono rimasti soltan- to quattordici. Si pu dimostrare che tutti questi rocchi una volta erano al loro posto, e che sopra di essi ne erano stati disposti quattro o forse cinque di diametro legger- mente minore, mentre altri quindici, destinati al secon- do, al terzo o al quarto posto sulle colonne, erano stati approntati, ma mai sistemati.

Se queste osservazioni sono fondamentalmente esatte, se ne pu dedurre che del colonnato da erigere su uno dei fianchi lunghi del tempio erano stati sistemati i rocchi inferiori con levi- dente eccezione delle colonne terminali le quali dove- Storia dellarte Einaudi 21 Rhys Carpenter Gli architetti del Partenone vano essere collocate come appartenenti alle file pi brevi e terminali del peristilio , e che si era cominciato a lavorare allerezione di alcune di queste quattordici colonne, ma con scarsi progressi, finch la terribile inva- sione persiana mise improvvisamente fine allopera.

Di conseguenza, non v motivo di presumere che fossero state gi erette delle impalcature, e dunque non si pot verificare nessun incendio. Nondimeno, gli attuali tron- chi di colonne e i gradini su cui poggiavano potrebbero essere stati mutilati con mazzuoli e martelli per impedire il loro reimpiego. Ma qual era il progetto del tempio che si stava costruendo? Partendo dal presupposto che si dovevano collocare sedici colonne su ciascuna delle fiancate, e che queste, se spaziate regolarmente, si sarebbero potute sistemare con buon esito sulla piattaforma esistente, lu- nica disposizione plausibile vuole sei colonne sulla fron- te e sul retro.

Questa soluzione dipende dal calcolo che otto colonne alle estremit del tempio sarebbero state troppo fitte sulla piattaforma, mentre il numero di sette va escluso perch nei templi greci del periodo maturo non si trova mai un numero dispari di colonne: in tal modo, infatti, una colonna avrebbe occupato lasse cen- trale, impedendo la vista, attraverso la porta, della sta- tua oggetto del culto.

Ma se questo era il progetto originario, sorge il pro- blema del perch, stante lenorme fabbisogno di mate- riale e di manodopera necessario per fondamenta cos ambiziose e profonde, non sia stata costruita una piat- taforma pi piccola e quindi pi proporzionata alle dimensioni del tempio da erigere al di sopra.

Qui ci viene in aiuto con una risposta appropriata il diagram- ma fig. Se l la stratificazione del riem- pimento IIc stata registrata correttamente, allora la piattaforma come si gi osservato doveva sporgere Storia dellarte Einaudi 22 Rhys Carpenter Gli architetti del Partenone sopra il livello del terreno; cos non sarebbe stato n pru- dente n sicuro far giungere i gradini del tempio fino al bordo della piattaforma. O si giudic sproporzionata- mente costosa lopera dinnalzamento del muro di riten- zione n.

In realt, durante questo periodo non si costru nes- sun tempio. La conquista persiana di Atene pose repentinamente termine al progetto. Durante gli anni seguenti al , quelli cio che intercorsero fra la vitto- ria greca a Maratona e la terribile vendetta persiana del , fu costruita la grande piattaforma, vi furono collocati sopra i gradini per un tempio, e si cominci appena lerezione di una lunga fila di colonne peripte- re.

Poi ogni ulteriore lavoro venne sospeso a causa della distruzione della citt operata dai Persiani. Malgrado la vittoria navale riportata al largo dellisola di Salamina e la sconfitta totale subta dalle forze di terra persiane a Platea, la situazione degli Ateniesi era pietosa. Judeich ci d in Topographie von Athen questa vivida descrizione della citt dopo la partenza dei Persiani: Quando gli Ateniesi, nellinverno del , tornarono alle loro case, trovarono un cumulo di macerie al posto di una citt.

Eccetto che per alcuni brevi tratti, le mura erano state distrutte; le case, costruite interamente con pietre non squadrate e mattoni di fango, erano rovinate comple- tamente; gli altari e i templi erano tutti bruciati, le iscri- zioni dedicatorie infrante o asportate.

Si doveva por mano a costruire una citt interamente nuova. Tuttavia, grazie la grandiosa rifioritura politica ed economica di Atene dopo la guerra, il compito fu portato a termine en- tro un periodo di tempo relativamente breve. Durante i Storia dellarte Einaudi 23 Rhys Carpenter Gli architetti del Partenone cinquantanni che intercorsero fra le guerre persiane e quella del Peloponneso, Atene visse il suo pi brillante periodo architettonico.

Il potere di controllo era stato forse assegnato al consiglio cittadino, e quindi in ultima analisi al popolo stesso; ma i veri arbitri e artefici della nuova citt furono i grandi statisti che decisero il destino di Atene in virt del loro ascendente personale, operando ora di comune accordo, ora in contrasto fra di loro.

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(eBook - Ita - Archeologia Carpenter, Rhys - Gli Architetti Del Partenone

La moderna autostrada che da Patrasso porta ad Atene costeggia il mare per pi di cento miglia, fino a che, dopo Eleusi, se ne discosta per risalire le pendici del monte Egaleo, coperte di pini. Dalla sommit, oltre la chiesetta bizantina di Dafni, si apre improvvisamen- te una veduta sulla pianura dellAttica, con Atene al centro e il monte Imetto che si staglia allorizzonte contro il cielo. Quando scende la notte, un milione di luci elettriche ne fanno uno scenario magico. Ma alla luce del giorno, quando ci si avvicina alla citt, si resta delusi alla vista della miriade di casette senza nessuna pretesa architettonica che fiancheggiano le strade, stret- te e affollate.

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